Questo murale è stato realizzato nel Novembre del 2024 e come gli altri due realizzati nello stesso anno l’artista dialoga sull’attualità del pensiero Gramsciano in un confronto tra ieri e oggi. L’ispirazione arriva dal 3° quaderno del carcere. Grandi mani di un burattinaio muovono come marionette corpi imprigionati nella volontà di chi domina facendo si che la società ristagni impedendo qualunque ricambio. Appaiono così quei fenomeni morbosi. Il sonno della ragione e l’indifferenza non fanno altro che creare mostri. L’artista dà immagine a ciò che Gramsci individua quali siano le cause della crisi italiana ed europea diagnosticando i mali che compromettono la salute della società a lui contemporanea e che rappresentano, con inquietante continuità, una minaccia anche per la società di oggi: lo scollamento tra élite e massa popolare, la perdita di autorità della classe dirigente, il disorientamento e la crescente sfiducia da parte dei giovani. Con sorprendente attualità il pensiero di Gramsci ci offre, un metodo critico per interpretare il presente e per «cercare di inventare un futuro»: mettendo da parte il rimpianto di ciò che è stato e imparando, piuttosto, a «dominare il campo di battaglia dove vecchio e nuovo si scontrano», quell’interregno in cui pericolosamente «proliferano i “fenomeni morbosi”».
Quaderno 3. (34). Passato e presente.
This mural was created in November 2024 and, like the other two works produced in the same year, the artist engages with the contemporary relevance of Gramsci’s thought, creating a dialogue between past and present. The inspiration comes from Prison Notebook 3.
Large hands of a puppeteer move bodies like marionettes, imprisoned by the will of those who dominate, causing society to stagnate and preventing any real renewal. In this way, those “morbid phenomena” emerge. The sleep of reason and indifference do nothing but create monsters.
Notebook 3 (34). Past and Present.
Contenuti per approfondire
Quaderno 3. (34). Passato e presente.
L’aspetto della crisi moderna che viene lamentato come «ondata di materialismo» è collegato con ciò che si chiama «crisi di autorità». Se la classe dominante ha perduto il consenso, cioè non è più «dirigente», ma unicamente « dominante», detentrice della pura forza coercitiva, ciò appunto significa che le grandi masse si sono staccate dalle ideologie tradizionali, non credono più a ciò in cui prima credevano ecc. La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati.
Further reading
Quaderno 3. (34). Past and Present.
The artist gives visual form to what Gramsci identified as the causes of the Italian and European crisis, diagnosing the social illnesses that compromised the health of the society of his time and that, with unsettling continuity, still threaten today’s society: the growing disconnect between elites and the popular masses, the loss of authority of the ruling class, and the disorientation and increasing distrust among young people.
With striking relevance, Gramsci’s thought offers us a critical method for interpreting the present and for “trying to invent a future.” It invites us to set aside nostalgia for what once was and instead learn to “master the battlefield where the old and the new clash,” that interregnum in which, dangerously, “morbid phenomena proliferate.”
Contenuti per approfondire
Cosa significano quei manifesti su Gramsci che hanno invaso Roma?
Art Tribune (2018) di Ilaria Bulgarelli.
Una citazione di Antonio Gramsci diventa uno degli interventi di arte pubblica nell’ambito della mostra La Strada, promossa dal MAXXI di Roma. Ne abbiamo parlato con Alfredo Jaar.
LA STRADA. Dove si crea il mondo è il titolo della mostra esposta al MAXXI fino al 28 aprile 2019, di cui abbiamo già parlato nell’intervista all’artista Robin Rhode che partecipa alla collettiva, e che porta la strada nello spazio museale romano ma, allo stesso tempo, esce fuori dal museo tramite interventi e performance. Lo fa ad esempio Jeremy Deller con la sua performance How to leave Facebook, che ha coinvolto il Mercato Testaccio, la Galleria Alberto Sordi e la stazione San Giovanni della Metro C; è anche il caso del wallpaper The Streets of the Story di Liu Qingyuan, realizzato presso la stazione della Metro A di Piazza Vittorio; e di Chiaroscuro, un’invasione per la Capitale di manifesti verdi e rossi, opera di Alfredo Jaar. Nei manifesti ospitati dal circuito comunale delle affissioni cittadine fino al 24 dicembre 2018, e distribuiti liberamente sotto forma di poster all’interno del museo per tutta la durata della mostra, l’artista cileno Alfredo Jaar, che è solito affrontare temi sociali con interventi urbani, ha selezionato una citazione di Antonio Gramsci spiegando ad Artribune il motivo della sua scelta.
IL CONCEPT DEL PROGETTO
“In tempi come questi, in cui il fascismo sembra riaffermarsi, torno sempre a Gramsci e al suo pensiero, all’ombra del quale si è sviluppato Il mio lavoro. La dichiarazione che ho usato per il mio intervento pubblico a Roma è una riflessione perfetta su quello che penso stia accadendo oggi in Italia”, dichiara ad Artribune l’artista Alfredo Jaar. “La frase originale di Gramsci era la seguente: La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati. Questa dichiarazione è stata tradotta in molte lingue e la mia versione preferita era in francese: Le vieux monde se meurt, le nouveau monde tarde à apparaître et dans ce clair-obscur surgissent les monstres. Poi per caso, ho scoperto una versione italiana, traduzione di quella francese, che mi è piaciuta moltissimo perché al posto della parola interregno usa chiaroscuro, e al posto di fenomeni morbosi più svariati usa mostri. Ho usato questa traduzione perché la trovo potente e poetica allo stesso tempo”. E così l’artista cileno ha realizzato manifesti verdi e rossi con caratteri in bianco che recitano: Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri, una citazione della prima metà del Novecento, ma purtroppo sempre attuale. “A certi studiosi di Gramsci potrebbe non piacere, ma come artista mi sono preso la licenza poetica di usarla” afferma Jaar. “In un certo senso, si è trattato di un pretesto per portare la voce e le idee di Gramsci nell’Italia di oggi, perché sento che è necessario più che mai. Questo progetto dice: Antonio Gramsci, Ritorna!”.
Info sull’autore
Mauro Podda. Nasce a Terralba il 29.07.1959. Mostra subito interesse verso l’arte e in particolare verso il disegno e la pittura. Nel 1983 prende il diploma geometra, ma è l’arte il suo principale interesse così dopo varie esperienze dal 1990 al 1996 lavora per l’emittente NOVA TV di Oristano come grafico, operatore e scenografo. Intanto tra le innumerevoli attività non abbandona la pittura che rimane sempre la sua passione. Fin da giovane, i suoi lavori pittorici spaziano tra surrealismo magico e realismo. Nella mostra 𝘌𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘧𝘢𝘯𝘨𝘰 del 2014 (Arte 52 – Museo del Territorio 𝘚𝘢 𝘊𝘰𝘳𝘰𝘯𝘢 𝘈𝘳𝘳𝘶𝘣𝘪𝘢), dedicata all’alluvione che colpì il terralbese nel 2013, emergono con forza l’attaccamento alla sua terra, ma anche l’impegno e la denuncia sociale. Nel 2019 partecipa alle manifestazioni di Matera Capitale Europea della Cultura e nel 2021, in collaborazione con la CMA di Oristano, realizza l’installazione in ceramica all’ingresso di Villaurbana. E’ autore di svariati murales in diversi paesi dell’Isola. A Gonnosnò dopo il murale del 2007 nel 2022 ne ha realizzati altri 5 tutti aventi come argomento la vita, l’opera e il pensero di Antonio Gramsci e nel 2023 altri 3.